Il nuovo anno scolastico ha inizio il 16 ottobre. Della solenne inaugurazione tipica dei primi anni Quaranta non c’è più traccia, nemmeno sulla stampa locale, che si presenta da mesi ai lettori in formato di foglio unico a due pagine, il cui direttore responsabile, Pino Romualdi, è anche comandante della brigata nera “Gavazzoli” ed esponente di spicco del Partito Fascista Repubblicano.
A causa dell’indisponibilità di molti edifici scolastici, perché sinistrati (Toschi, elementari Giordani, Marconi, industriale Bottego, Romagnosi, scuola media A, scuola media B) o destinati, talvolta anche temporaneamente, alle esigenze belliche di vario tipo (Cocconi, Corridoni, Avviamento Giordani, elementare Sanvitale, Violi, Vitali, Boni), vengono predisposte dal Provveditore agli studi dislocazioni e turni delle lezioni per molti alunni delle scuole elementari e medie. La distanza delle sedi dai rioni abitati dalle scolaresche rendono perplesse se non riluttanti le famiglie, che spesso decidono di tenere a casa i figli. A complicare l’accesso alle sedi delle scuole, dal luglio 1944 c’è anche il bando del Capo della Provincia che vieta l’uso delle biciclette entro un perimetro cittadino abbastanza ampio. La richiesta dei permessi di circolazione previsti dal bando può trasformarsi in una seccante traversia delle Segreterie degli Istituti per ottenerli a vantaggio dei propri docenti, come attesta l’ennesimo sollecito per il rilascio da parte dell’Istituto d’Arte “Toschi” presso la questura repubblicana.
Alla denominazione delle scuole il governo fascista repubblicano sostituisce l’appellativo “regio” con l’aggettivo “governativo/a”; inoltre gli Istituti come il Tecnico-Commerciale e le Magistrali diventano Licei, la scuola media si chiama “Ginnasio governativo”. L’anno scolastico viene suddiviso in due periodi, come già avvenuto l’anno precedente, e non più con valutazione trimestrale.
Il numero degli studenti iscritti alle varie scuole è in drastica riduzione: in molte classi delle scuole elementari di Parma a registro compaiono mediamente cinque-sette nominativi, ma se ne possono trovare anche solo due. Freddo invernale e aule inospitali, perché prive di riscaldamento e vetri, spaventano meno di allarmi aerei e di incursioni con bombe e mitragliamenti che, invece, accentuano panico tra gli abitanti, sfollamento di famiglie, grave disagio nei trasporti a studenti e a docenti.
Le lezioni sono ridotte e spesso interrotte; per necessità, prudenza, terrore la frequenza è ovunque scarsa o nulla per buona parte dell’anno, tanto che, in più occasioni, i docenti aggregano in un’unica aula gli sparuti gruppi di alunni, specialmente nel periodo invernale.
Per questo motivo i vari Istituti superiori offrono opportunità di colloqui per l’accertamento di profitto del primo periodo, a favore di studenti sfollati o impossibilitati a raggiungere le sedi scolastiche per le difficoltà inerenti allo stato di guerra. Con Ordinanza ministeriale dell’aprile 1945 si stabilisce che, anche per l’anno in corso, gli scrutini sostituiranno gli esami della prima sessione; per la fine delle lezioni si fissa un termine differente per gli ordini di scuola: non prima del 20 maggio per le scuole elementari, non prima del 5 maggio per l’Università e per gli ordini di scuola media inferiore e superiore.
Dopo la situazione caotica in cui la città di Parma precipita nei giorni tra il 20 e il 26 aprile – scontri in Oltretorrente, reparti fascisti e nazisti in fuga, formazioni partigiane alle porte della città – e in seguito alla Liberazione (PARMA LIBERATA, titola il 27 aprile la Gazzetta di Parma che, dopo quattro giorni di silenzio, esce a cura del Comitato di Liberazione Nazionale) il Regio Provveditore agli studi di Parma notifica, attraverso il quotidiano locale, che il 30 aprile verranno riprese le lezioni in tutte le scuole della città e della provincia. Pur rimanendo i disagi per coloro che devono recarsi presso altri Istituti, anche in orario pomeridiano, nelle aule ricompaiono gli alunni in numero sempre più crescente: si sta tornando finalmente alla normalità.
Il termine delle lezioni per le scuole elementari è fissato per il 16 giugno, due giorni dopo sono previsti gli esami di licenza elementare; per gli istituti Medi le lezioni terminano il 20 giugno. Le prove scritte degli esami di maturità e di abilitazione fissate per il 12 luglio e quelle orali a partire dal 16 luglio 1945, di fatto non hanno luogo, come informa un comunicato del Provveditore del 10 luglio: lo scrutinio sostituisce per gli alunni interni le prove di esame e di abilitazione.
Un anno scolastico terribile si chiude in un mondo nuovo che si apre. Bisogna fare i conti con il vecchio (si procede alla fase dell’epurazione anche tra il personale della scuola) e soprattutto con i disastri della guerra. Il nuovo Provveditore agli Studi, F. Berenini, in una lettera raccomandata al Prefetto del 22 agosto 1945 scrive:
“ll problema più grave e più urgente da risolvere per l’istruzione pubblica nella Provincia di Parma è quello degli edifici scolastici che, per la maggior parte, non sono attualmente in condizioni di potere servire all’uso per il quale vennero destinati, in quanto, o sinistrati causa bombardamento aereo, o occupati da forze militari, o da famiglie di sinistrati oppure privi di banchi e di altra suppellettile scolastica.” (Archivio di Stato di Parma).
Nella parte finale della lettera sottolinea che la quasi totalità delle scuole della città e della provincia è priva di vetri alle finestre e pertanto, dopo tanti anni di “non scuola”, se si vuole metterle nelle condizioni di funzionare regolarmente, bisognerà provvedere ai vetri e al combustibile per il periodo invernale.
La faccenda dei vetri sembra cosa di poco conto, ma per la sola città di Parma il finanziamento “per la provvista e posa in opera di vetri per gli edifici scolastici”, approvato dal “Provveditorato alle Opere Pubbliche per l’Emilia, ammonta a Lire 2.204.000: per farsi un’idea dell’entità di tale spesa si può tentare un confronto con il prezzo di generi alimentari di largo consumo come quello del pane che nel gennaio 1946 è di Lire 18/kg o come quello del latte fissato a Lire 15/lt.
Lo specifico quadro della situazione delle scuole del Comune di Parma emerge in modo drammatico dal carteggio tra Sindaco e Prefetto: in una lettera del 5 ottobre 1945 il sindaco Bocchi relaziona sull’avanzamento dei lavori di ripristino di alcune scuole, ma in vista del nuovo anno scolastico pone anche l’allarmante problema di come trovare sistemazione adeguata ai “senza tetto che vi si sono dovuti allogare di necessità” riferendosi alle scuole elementari Sanvitale, Mazza, Boni.
Per la scuole di Parma una partenza tutta in salita, nell’ottobre 1945!
Ma stanca di guerra e di regime, la scuola italiana riassaggia normalità e libertà! E compie i primi passi verso una configurazione democratica.









Lettera del Sindaco Bocchi al prefetto di Parma (Archivio di stato di Parma).


