Le nuove scuole “F. Corridoni”, costruite su terreno liberato dalla demolizione della zona di B.go Carra, B.go Salici e B.go dei Cappuccini secondo il Piano di Risanamento dell’Oltretorrente, sono inaugurate nell’ottobre del 1936, in viale Maria Luigia (oggi l’edificio accoglie il Liceo scientifico “G. Ulivi”).
Realizzato secondo i moderni criteri di edilizia scolastica, improntati ai principi stilistici dell’architettura razionalistica, oltre alle aule e agli spazi tipici di una scuola, il fabbricato dispone di locali per uso refettorio con annessa cucina, è dotato di una sala di proiezione cinematografica, di una sala per docce e pediluvi, di una aula di canto e di un’ampia palestra. Nell’ottobre 1940 gli alunni iscritti sono circa 750. Come per altre sedi scolastiche, alcune aule, palestra e sala di proiezione sono abitualmente utilizzate dalla G.I.L. e dalla organizzazione rionale fascista. Durante il periodo bellico la cucina fornisce pasti caldi per la refezione anche ad altre scuole cittadine.
La partecipazione della scolaresca alle varie iniziative per la “resistenza economica” in stile autarchico con la raccolta di rottami, carta e vetro è vissuta con entusiasmo e spirito di emulazione: nel mese di aprile 1943 in una classe maschile di 4^ si raccolgono kg.181 di rottami.
Risultano in linea con quelli degli altri istituti anche gli sforzi di solidarietà promossi a favore di combattenti, sfollati e feriti di guerra attraverso raccolte di lana, indumenti, pacchi doni, offerte in denaro; talvolta con riscontri deludenti come scrive un maestro in riferimento alla raccolta della lana indetta dai Fasci femminili per la “giornata della fede” del dicembre 1941:
“ho fatto vivissima propaganda, ma il risultato è stato scarsissimo, solo Saccani ha portato un pugnello di lana in fiocco. Da considerare che il mese scorso la raccolta è stata ingentissima. Non bisogna insistere troppo.”
Raccomandata dagli ispettori scolastici come importante risorsa didattica per la compattezza patriottica è la compilazione del “Libro della Patria” con disegni, illustrazioni, articoli relativi ad eventi della vita nazionale e soprattutto della condotta bellica, seguita settimanalmente.
La chiamata alle armi di molti maestri della scuola maschile crea in alcune classe forti discontinuità didattiche: ad esempio nell’ a.s. 1942-43 gli alunni nella 3^A assistono a ben cinque cambi di insegnanti.
Nel ‘43 viene allestito ricovero antiaereo con 700 posti e, dopo l’8 settembre, il Comando di Piazza tedesco requisisce l’edificio per adibirlo a Ospedale militare germanico, sul cui tetto nell’aprile ’44 viene fatta dipingere la croce rossa per segnalare agli aerei nemici un luogo soggetto a protezione, secondo la Convenzione di Ginevra. Anche il rifugio della scuola risulta non più accessibile, suscitando lamentele e preoccupazione tra gli abitanti della zona.
Per gli alunni del quartiere, con l’avvio dell’anno scolastico (8 novembre 1943) le lezioni a orario ridotto si tengono inizialmente presso la vicina Scuola elementare Cocconi, poi presso la Jacopo Sanvitale vista la mancanza di stufe a legna nelle aule, alternando con cadenza mensile l’accesso nella fascia oraria del mattino o del pomeriggio.
Stessa modalità con orario ridotto a due ore e trenta, di nuovo alla Cocconi, a partire dall’ottobre 1944, perché la Sanvitale viene requisita dalla Brigata nera. La distanza della sede scolastica dalle abitazioni accresce la paura delle incursioni aeree nelle famiglie che, pertanto, ritirano le iscrizioni o preferiscono tenere a casa i figli: in molte classi nessuno si presenta per mesi, come spesso annotano i docenti. Il 10 gennaio 1945 l’ispettorato per la scuola elementare dispone alternanza nei turni delle fasce giornaliere, con ulteriore limitazione oraria.
Solo nel novembre 1945, l’edificio di viale M. Luigia, dopo i lavori di ripristino, torna a ospitare la popolazione scolastica della zona.
Per uno sguardo complessivo del periodo si veda
SCHEDA GENERALE “SCUOLE DI PARMA DURANTE LA GUERRA”













