In tutte le scuole l’inaugurazione dell’anno scolastico avviene il 16 ottobre 1940 “con austeri riti intonati alla guerriera compostezza” (questa la raccomandazione del Ministro dell’Educazione nazionale, G. Bottai). In città la cerimonia di apertura in forma solenne viene celebrata nel grande cortile del Liceo classico Romagnosi e del Liceo scientifico Marconi: famiglie, docenti, scolaresche dei due Istituti intervenuti con la divisa delle organizzazioni giovanili fasciste, dopo il saluto al duce e al Re imperatore, ascoltano gli interventi del Prefetto, del Provveditore agli studi e del Segretario federale del partito fascista. Nelle parole di quest’ultimo forte è il richiamo al “dovere degli alunni di partecipare con consapevole orgoglio ai sacrifici della nazione armata” (Gazzetta di Parma 17/10/1940).
Scuola e organizzazioni giovanili fasciste, denominate prima con la sigla ONB – Opera nazionale Balilla – poi (nel 1937) in nuova veste con la sigla G.I.L. – Gioventù italiana del Littorio – infine dal settembre 1943 tornate al vecchio nome O.N.B, sono strettamente connesse da tempo, ai fini del controllo e della militarizzazione della vita scolastica; anche simbolicamente il legame viene rafforzato con la decisione del P.N.F. (Partito Nazionale Fascista) di spostare, a partire dal ’39, il rito della Leva fascista dalla primavera ad ottobre, in concomitanza con l’inaugurazione dell’anno scolastico.
Su un totale di oltre 10 mila frequentanti le scuole cittadine, più di 5 mila sono quelli associati alle organizzazioni della G.I.L., secondo un riscontro del 1940; quindi uno studente su due è inquadrato in uno dei livelli delle “forze” giovanili del fascismo, complessivamente in linea con la media nazionale. In alcune scuole elementari il tesseramento è quasi “totalitario”, anche perché attraverso la G.I.L. si può accedere alle varie provvidenze assistenziali del regime. Sul versante del personale scolastico, a parte qualche rara eccezione, presidi, direttori didattici, ispettori, docenti, chi con piglio zelante e convinto, chi con movenze prossime all’adeguamento passivo, fanno da volano a miti e riti dell’ideologia fascista e alle direttive del regime, a cominciare dal tesseramento alla G.I.L., che avviene proprio attraverso la scuola.
E’ bene ricordare che nella domanda di iscrizione ai vari ordini di scuola deve essere prodotta in carta libera la “dichiarazione di non appartenenza alla razza ebraica”: non sono quindi presenti in questo inizio di anno scolastico insegnanti e studenti ebrei, italiani o stranieri, esclusi dal sistema di istruzione già a partire dai “Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista” del settembre 1938.
Nelle prime settimane grande risalto viene posto sull’attuazione di alcuni principi contenuti nella “Carta della scuola” (1939) del ministro Bottai. In primo luogo l’introduzione delle esercitazioni di lavoro, soprattutto manuale, nelle scuole dell’ ordine elementare (le prime tre classi costituiscono la scuola elementare, le ultime due sono denominate scuola del lavoro ) e dell’ordine medio e superiore, al fine di “perfezionare il carattere degli italiani”, in sintonia con il modello fascista di società gerarchica e corporativa; in secondo luogo l’entrata in vigore della scuola media unica triennale che, unificando le prime tre classi del Ginnasio, dei corsi inferiori dell’Istituto Magistrale e dell’Istituto Tecnico, ha la funzione di orientamento e selezione per gli ordini di livello superiore. Tra le novità di rilievo della nuova scuola media, oltre alla centralità del latino e alla sostituzione della lingua straniera con il disegno, vi sono, a partire dalla terza classe, l’insegnamento della cultura militare per i maschi e dell’economia domestica per le femmine; infine, le tasse scolastiche di iscrizione e frequenza sono più alte per le alunne rispetto agli alunni maschi, al fine di regolare l’accesso delle donne nelle scuole.
All’interno della sempre più marcata compenetrazione tra istituzione scolastica e Gioventù italiana del Littorio, vengono lanciate nel corso dell’anno campagne o iniziative di sostegno patriottico alla guerra che coinvolgono i ragazzi, attraverso la retorica ampollosa e spesso ripetitiva del bellicismo fascista:“Tutti i nostri giovani che non possono lasciare il libro per il moschetto siano pronti ad ogni migliore attività con entusiasmo per cooperare alla immancabile vittoria delle nostre armi” , così sul Corriere Emiliano/Gazzetta di Parma del 26/2/41.
In quanto costitutiva della memoria pubblica della nazione, ogni ricorrenza celebrativa fascista (giornata del Balilla, giornata della Fede, giornata della Madre e del Fanciullo, giornata della Befana fascista, giornata del Risparmio, anniversario della Vittoria, annuale della G.I.L., annuale delle Sanzioni, annuale della Milizia, annuale della marcia su Roma, giornata dell’Impero e dell’esercito…), scandisce la vita della scuola attraverso commemorazioni, rituali e simboli (la divisa, il saluto romano, gli inni della patria, il distintivo “vincere”, …), ravviva l’esaltazione dei “valorosi soldati” e rafforza la mobilitazione del fronte interno. Oltre a pacchi destinati ai soldati, lettere ai combattenti, “letterine” di conforto ai feriti dell’Infermeria presidiaria, hanno promozione e coinvolgimento forme di mobilitazione impostate in stile competitivo, incitando a primeggiare tra classi o tra istituti.
* Nel dicembre 1940 viene avviata l’iniziativa dell’Ente stampa per raccogliere “libri per i nostri soldati”, come prova di solidarietà e gesto di conforto per i combattenti su tutti i fronti di guerra. Molte le classi e le scuole che, periodicamente, compaiono negli Elenchi dei donatori di volumi pubblicati sulla “Gazzetta” nei mesi di gennaio e febbraio 1941, quasi un incitamento alla gara per ben figurare a livello nazionale. E in tal senso appare rivelatrice una circolare “riservata” del Provveditore che, avendo come premessa una deludente risposta iniziale delle scuole, sollecita una più intensa propaganda tra gli alunni e il ricorso alle casse scolastiche per acquistare libri.
* La raccolta di “lana pro combattenti” o di offerte “pro lana” per i soldati del fronte greco-albanese viene attuata con grande pubblicità attraverso le “organizzate G.I.L.” nei primi mesi del 1941. Nelle scuole elementari le offerte sono raccolte tramite iniziative benefiche, come vendita di cartoline, un radio-concerto, proiezioni cinematografiche.
* Per i soldati feriti nell’Infermeria presidiaria della città, posta in piazzale dei Servi, 3 (nell’area è oggi attivo il Centro della Fondazione Don Gnocchi) viene indetta la “giornata della frutta” promossa dalle organizzazioni femminili della G.I.L. con l’invito alle scolaresche, a turno una volta al mese, di privarsi di una porzione di frutta da distribuire ai degenti; in aprile comincia la raccolta di doni da portare ai combattenti feriti: frutta fresca e secca, biscotti, caramelle, cioccolata, fazzoletti, cartoline, carta da lettera, matite, sigarette; e a maggio si chiude la raccolta di somme per acquistare sedie e poltrone a sdraio per i ricoverati.
* Invito a evitare gli sprechi raccogliendo e portando in classe materiale di recupero come metalli, carta, cenci di lana.
Per un eventuale attacco nemico anche le scuole devono essere equipaggiate: si provvede alla dotazione di maschere antigas per il personale scolastico (che però risulta sempre inadeguata al bisogno); si rafforza la protezione antiaerea, sia con distribuzione di attrezzi e sabbia nei sottotetti degli edifici scolastici contro le bombe incendiarie, sia con esercitazioni di sfollamento dell’aula, infine con istruzioni agli allievi per proteggersi contro le nuove offese aeree inglesi, come le piastrine incendiarie. Una delibera podestarile del luglio 1941 approva la costruzione di “ricoveri pubblici” nelle scuole: per ora nell’elenco dell’U.N.P.A. (Unione Nazionale Protezione Antiaerea) appare solo quello presso le elementari Cocconi, il N. 7 già attivo dal 1940.
L’applicazione della legge del maggio 1940 sulla rimozione delle cancellate metalliche per il recupero di materiali ferrosi ad uso bellico si concretizza anche per gli edifici scolastici: documentazione in merito si ha per la Scuole elementari Cocconi e l’Istituto d’Arte Toschi; per il complesso dei due edifici si provvede alla recinzione con cancellate autarchiche.
Come da calendario, l’anno scolastico termina il 15 maggio e, analogamente a quanto avvenuto l’anno precedente, gli scrutini sostituiscono molte delle tipologie degli esami previsti nella prima sessione (abilitazione, licenza, ammissione, maturità) delle scuole governative e di quelle legalmente riconosciute.

Nella G.I.L. sono inquadrati ragazzi/e dai 6 ai 21 anni:
* Figli della lupa (maschi e femmine): dai 6 agli 8 anni
* Balilla e Piccole italiane: dagli 8 ai 14 anni
* Avanguardisti e Giovani italiane: dai 14 ai 18 anni
* Giovani fascisti e giovani fasciste: dai 18 ai 21 anni







